la pedagogia della lumaca
per una scuola lenta e nonviolenta


la questione quaderni: da 19 a 2


DIECI DISCIPLINE, DICIANNOVE QUADERNONI - Sono più che mai convinto (e lo continuerò a ripetere!) che non esiste riforma scolastica che non possa – di per sé – essere già attuata in una qualsiasi scuola della penisola. Parafrasando la frase che un tempo si usava spesso e che recitava: “È questione di volontà politica”, oggi direi: “È questione di volontà didattica!”. Valga per tutti un esempio, quello dei quaderni. Nella scuola primaria italiana l’avvento dei cosiddetti moduli (diversi insegnanti in due o più classi) ha trascinato con sé due fenomeni fra loro collegati.
Il primo è stato quello della suddivisione in aree, o meglio ambiti, dei diversi insegnanti, con relativa settorializzazione e specializzazione. Il secondo è stato quello della proliferazione del numero dei quaderni.
Siamo cioè passati dai classici due quaderni (uno a quadretti e l’altro a righe) a una corrispondenza diretta fra il numero di discipline (10) e il numero dei quaderni. Anzi, a ben vedere, spesso il numero aumenta. Sono riuscito a contarne fino a 19. Ecco l’elenco esatto:
1. Argomenti
2. Grammatica
3. Prosa
4. Poesia
5. Testi
6. Regole
7. Educazione motoria
8. Scienze
9. Musica
10. Inglese
11. Tedesco
12. Educazione all’immagine
13. Geometria
14. Aritmetica
15. Studi sociali
16. Geografia
17. Religione
18. Educazione stradale
19. WWF (quaderno legato cioè all’attività di educazione ambientale).


Il totale è presto fatto: diciannove quaderni, anzi quadernoni. Il fenomeno era già presente da tempo nelle scuole medie e nelle scuole superiori. Con la Legge 148 (quella della riforma), è anche presente nelle scuole elementari (oggi primarie) da quasi vent’anni. Gli effetti collaterali, forse non previsti, sono:
– difficoltà a organizzarsi e ad avere un metodo di studio efficace;
– parcellizzazione del sapere e delle conoscenze;
– confusione nella gestione degli orari e della cartella.

Sfido qualsiasi adulto ad avere diciannove quaderni e a sapersi organizzare con criterio. Al massimo noi adulti abbiamo un’agenda, un quaderno per gli appunti o un computer.
Altrimenti il caos dilaga.

UNA SOLUZIONE CONCRETA: DUE QUADERNI O ANCHE UNO SOLO -
Da alcuni anni sostengo che si possa benissimo ritornare ai due famosi quaderni che – in fondo – se ben organizzati, sono dei buoni “ipertesti”. A tal proposito alcuni genitori e insegnanti, che hanno formulato un interessante progetto per riaprire una piccola scuola di collina, così hanno riflettuto sui quaderni:
Meditando sui 19 quaderni ci sembra si tratti di accanimento didattico in cui molto tempo è dato per eseguire e poco per pensare e capire, a scapito di quella convivialità operosa che è sempre stata la prerogativa della scuola elementare. Il sapere non è a compartimenti stagni, non è divisibile in quaderni; partiamo da questa semplice scelta per impostare una vera interdisciplinarità. Un paradosso! Oggi, all’esame di maturità, è richiesta agli studenti la prova interdisciplinare… Prova di fronte alla quale professori e maturandi hanno risposto con perplessità e incompetenza. Come si può pretenderla, infatti, da studenti ai quali fin dai sei anni è stato proposto un “sapere” suddiviso in materie? Il quaderno diventa uno strumento per registrare le proprie esperienze, ricerche, pensieri, disegni… un diario di viaggio. Un unico sapere, un bambino unico, un unico quaderno.
Si tratterebbe, piuttosto, d’insegnare ai bambini a numerare le pagine e a farsi un indice da aggiornare quotidianamente, per ritrovare così argomento e data. E ci sarebbe così, oltre a un minor peso nella cartella, un minor spreco di carta. Quante discipline, infatti, in un anno, non vanno oltre le dieci o venti pagine di scritto? La scuola primaria di Saiano del 3° Circolo didattico di Cesena è andata oltre la mia proposta di tornare a due soli quaderni. Ecco cosa scrivono le insegnanti:
Siamo tre insegnanti di scuola elementare, attualmente in servizio presso la scuola elementare di Saiano. Operiamo in un modulo verticale 1°-2° e lavoriamo attorno a un progetto sperimentale. (…) Per una ottimale realizzazione del progetto, abbiamo pensato di progettare un nuovo tipo di quaderno con caratteristiche particolari. Il quaderno si presenta in due formati: uno grande della misura di cm 30 x 21 e uno piccolo della misura di cm 21 x 15. Ogni facciata del quaderno contiene, per tutta la sua ampiezza, una quadrettatura formata da quadretti, con bordatura azzurra, di cm 5 per lato e righe gialle collocate in senso orizzontale a una distanza di due quadretti l’una dall’altra. Ogni facciata del quaderno presenta inoltre una bordatura di forma rettangolare, di colore blu, collocata a due quadretti di distanza dai margini del foglio. Tale quaderno appare molto funzionale per gli alunni del primo ciclo elementare in quanto il primo approccio alla scrittura è risultato più semplice e ordinato, appare estremamente utile per alunni in difficoltà di apprendimento in quanto aiuta a controllare i tratti disgrafici, inoltre è risultato estremamente efficace per chi, come noi, segue un progetto interdisciplinare in quanto consente la raccolta e la scrittura di attività di tipo linguistico, logico-matematico, geometrico, pittorico-musicale, in un unico quaderno, grazie alla presenza simultanea di righe e quadretti. Durante questo anno scolastico abbiamo avuto la possibilità di sperimentare tale strumento e i risultati sono stati talmente soddisfacenti che abbiamo deciso di proseguire questa sperimentazione (anche per il secondo ciclo) e di proporla a chiunque fosse interessato.

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Gianfranco Zavalloni

www.scuolacreativa.it

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