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PAROLE FRAINTESE - Usiamo (ammettiamolo) un linguaggio per iniziati. Non c’è maniera più efficace per tenere distante o allontanare qualcuno da una realtà. Un esempio molto eloquente. Sono a tavola con amici, fra cui un operaio, un padre di famiglia, i cui figli frequentano la scuola materna ed elementare di un piccolo borgo del comune in cui abito. Argomento: la nuova scuola elementare che deve soddisfare il bisogno scolastico di due frazioni confinanti e che appartengono a due comuni vicini. L’amico ci racconta di essere stato all’incontro che i due sindaci (dei due comuni limitrofi) hanno voluto con la popolazione locale. Molto saggiamente i due hanno fatto una proposta unitaria, che è anche l’impegno vero e proprio di costruire in un futuro prossimo la nuova scuola. Soddisfatto l’amico esordisce rivolto a noi: “State tranquilli, sono andato alla riunione a scuola, e i due sindaci hanno promesso e deciso che l’amplesso scolasticosi farà su una zona verde, a confine fra i due comuni!”. SIGLE, ACROSTICI E SISTEMI PER NON FAR CAPIRE - Chi lavora nella scuola, usa un linguaggio difficile, per addetti, e ciò è all’origine di molti malintesi o fraintendimenti, soprattutto con coloro che non hanno a che fare quotidianamente con la scuola. Spesso è un linguaggio che abbonda di sigle o acrostici: cioè parole che di per sé hanno un significato preciso. Ma ogni lettera è l’inizio di una parola che, una dopo l’altra, formano complessivamente una frase che a sua volta, nel nostro caso, serve a definire un’area d’interesse, un argomento, una ricerca. Ho constatato che l’uso di acrostici come sigle è direttamente proporzionale all’allontanamento dal lavoro diretto coi bambini o con i ragazzi. Insomma sono specialisti di questi soprattutto gli ispettori o i dirigenti ministeriali. Negli ultimi anni ne sono stati coniati decine: due fra i più famosi sono ORME e Alice. Plesso scolastico, nulla-osta, organico di diritto, POF, RSU, ATA, Pecup, OSA, Carta dei servizi, sono alcune delle parole più comunemente usate nella scuola. Potremmo andare anche a scovarne di più moderne. Quelle che ad esempio vanno di moda dopo il famigerato corso per dirigenti scolastici: l’interfaccia, lamission, il monitoraggio, ilfeedback, l’utenza, l’input, iltarget, lafunzione obiettivo, iltutor, leore aggiuntive… e siamo soltanto fra quelle più comunemente usate. |
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