la pedagogia della lumaca
per una scuola lenta e nonviolenta



la gita? perchè no in bicicletta!


L'AFFARE GITA SCOLASTICA - Un’esperienza concreta per rendere più autonomi i nostri studenti e le nostre studentesse è quella della gita in bicicletta: una proposta didattica rivolta alle classi per vivere e conoscere meglio il proprio territorio. Quello delle gite scolastiche è oggi “un grande affare”.
Nel corso dell’anno, ma in particolare nei mesi di marzo, aprile, maggio per tutta l’Italia è un continuo spostarsi di autobus a uno o due piani. Gli studenti italiani fanno almeno una gita all’anno. C’è un vero e proprio mondo economico che vive su quest’evento. Agenzie di viaggi, alberghi, società specializzate nell’offrire pacchetti “chiavi in mano”. Il settore dei viaggi d’istruzione è in crescita, lo dimostra il fatto che su questo argomento ci sono diverse iniziative fieristiche in Italia. Una di queste si chiama perfino Borsa del Turismo Scolastico. Eppure pochi si soffermano a riflettere sull’importanza della gita dal punto di vista didattico. Non intendo parlare del-l’itinerario o della località da visitare. Vorrei soffermarmi sul come e sul perché si organizza una gita. Al di là di qualche ricerca (su Internet o su qualche libro di geostoria), gli studenti non sono molto coinvolti nella gita scolastica. Spesso andare in gita in una città piuttosto che in un’altra non cambia, l’importante per i ragazzi è andare. L’idea di andare in altri luoghi per motivi di turismo (scolastico in questo caso) se un tempo era un privilegio dei ricchi e dei nobili, oggi è un’opportunità per la maggioranza dei cittadini (e degli studenti). È un mercato che si allarga e investe tutte le età. Ancora e sempre il mercato.

VIAGGIARE NEL MONDO A PARTIRE DA CASA NOSTRA -
Non ci sono limiti spesso alla possibilità di viaggiare. Ed è sempre più frequente che gli studenti effettuino viaggi in paesi europei. Molte terze delle scuole secondarie di I grado del nostro territorio hanno fatto in questi anni viaggi di alcuni giorni con destinazione la sede del Parlamento europeo, a Strasburgo, nel nord della Francia. Eppure spesso, questi ragazzi, hanno raramente viaggiato e percorso le strade della centuriazione romana che si snodano nei dintorni della via Emilia, nelle zone del Rubicone. Si viaggia, ci si sposta di migliaia di chilometri… eppure non si conoscono i territori e gli ambienti in cui viviamo. È necessario, direi urgente, tornare a fare gite nei luoghi in cui abitiamo e in cui viviamo, nel nostro comune, nella provincia, nella nostra regione. Si tratta di partire dalla nostra scuola, percorrerne i dintorni, esplorarli, conoscerne la storia e le particolarità. Vorrei poter affermare che è impossibile essere e sentirsi europei se non si conoscono i propri luoghi di vita, se non si hanno le radici ben salde sulla nostra terra. Così, la maniera più naturale per conoscere i nostri ambienti è quella di muoversi a piedi o in bicicletta.
Si tratta di prepararsi, di allenare la mente dei ragazzi e il corpo a quest’evento che sicuramente è molto più coinvolgente per i nostri studenti. Èuna scelta che capovolge completamente la modalità con cui i ragazzi si spostano sul territorio. Oggi abbiamo “studenti trasportati” quasi esclusivamente su mezzi a motore meccanici (in genere automobili). Qui la questione diventa di tipo psicopedagogico: un ragazzo autonomo, che sa muoversi da solo, acquisisce sicurezza, matura competenze psicomotorie, raggiunge una sua autonomia. Si passa dalla filosofia dell’automobile alla “ciclosofia”.

MA LA GITA IN BICICLETTA è PERICOLOSA? - Quella della pericolosità e della sicurezza di un’eventuale gita in bicicletta, è sicuramente la prima obiezione che viene fatta sia da genitori che da insegnanti. In attesa che la nostra società modifichi la filosofia di spostamento dai mezzi automobilistici a quelli ciclistici, e si predispongano piste ciclabili (spesso è sufficiente interdire nelle strade meno importanti il traffico motorizzato ai non residenti) l’unica soluzione provata è sicuramente quella di contattare il comando dei vigili urbani e chiedere un accompagnamento.
È una soluzione fattibilissima e sperimentata. Per concludere non possiamo che riconoscere che quella della bicicletta – e del suo uso – è sicuramente una delle opportunità per fare “educazione stradale”.

Alcuni siti consigliati:
- Fiab Scuola
- I like bike
- Andamento lento


ritorna alla pagina dei temi


per contattare

Gianfranco Zavalloni

www.scuolacreativa.it

per tornare alla home-page