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la pedagogia della lumaca per una scuola lenta e nonviolenta |
È una necessità pedagogica e di estrema importanza didattica la documentazione e il far memoria nella scuola. Ho provato a sintetizzare in poche righe quelli che potrebbero essere gli elementi fondamentali per una documentazione significativa dell’esperienza didattica, che è poi alla base della valutazione. IL DIARIO DI BORDO - Costituisce una sorta di narrazione quotidiana degli eventi e dei vissuti della classe. È importante, quindi, curare non tanto il “che cosa” e il “quanto”, ma il “come” e il “chi”. Una narrazione qualitativa e non una constatazione quantitativa. A noi operatori della scuola non interessa classificare soltanto il profitto, misurare un rendimento, ma aiutare i bambini nella crescita intellettuale, nel confronto con culture “altre” e in questo confronto crescere come comunità. Il diario di bordo è un’esperienza che, come tutte le esperienze educative, non deve condurre a una replica del processo educativo, ma deve portare al confronto, alla conoscenza, all’approfondimento e all’arricchimento delle esperienze. Il diario di bordo può puntare alla narrazione circa i protagonisti, alla descrizione dell’esperienza svolta, del coinvolgimento dei soggetti (sia studenti che insegnanti), del livello di partecipazione e infine delle difficoltà.
LA DOCUMENTAZIONE SPICCIOLA QUOTIDIANA - Intendo riferirmi a quanto viene prodotto nelle diverse scuole e nei diversi giorni dell’anno, e che può sembrare materiale frammentato. Quando parlo di documentazione spicciola intendo: –le fotografie; –le diapositive; –i disegni illustrati e con didascalie; –le riprese video di momenti di lavoro, di spettacoli, di lezioni; –i copioni di spettacoli; –le relazioni; –i manifesti; –i verbali; –la raccolta di elaborati, oggetti, materiali; –le interviste ai testimoni. Con questi materiali è possibile organizzare incontri di fine anno con relativa presentazione. Il materiale va chiaramente raccolto in biblioteche, nastroteche, videoteche, ludoteche. Sono questi luoghi precisi, veri e propri “archivi didattici”, dove possono essere ordinati per anno o per argomento, i giochi realizzati, i video, le audiocassette e tanti altri materiali. Quello della documentazione spicciola è un immenso patrimonio di quotidianità dal quale si evincono il clima e gli atteggiamenti con cui si sta lavorando nelle scuole. Come dirigente scolastico ho proposto la realizzazione di nuovi registri: da una parte uno strumento semplice e snello per certificare le presenze e le valutazioni sintetiche e dall’altra un vero e proprio “diario narrativo” dell’anno scolastico. I PROGETTI DIDATTICI - È bene avere una raccolta sistematica e ordinata dei materiali inerenti i progetti sui quali hanno lavorato le varie classi. Una cartella di cartone o un raccoglitore a buste può servire per avere tutto raccolto in un unico luogo. Alcune tematiche sono chiaramente trasversali alle varie discipline, come ad esempio: – l’educazione alla salute; – l’educazione stradale; – l’educazione all’ambiente; – i progetti di educazione alla multiculturalità, di accoglienza degli stranieri, dei circensi; – i progetti teatro; – i progetti di continuità e orientamento. LE PUBBLICAZIONI - Le esperienze didattiche possono divenire occasione di confronto e d’approfondimento anche attraverso la pubblicazione didossiero di veri e proprilibri. Il libro, soprattutto se ben curato e ben illustrato, è un ottimo strumento di divulgazione. Un buon rapporto con alcune casi editrici ci permette di trasformare i “materiali informativi” di sperimentazione ed esperienze didattiche in materiali di confronto educativo e culturale a più ampio raggio. Il libro è un documento importante soprattutto per descrivere ilpercorso didattico. Insieme ai libri ci sono chiaramente igiornalini scolastici. CARTELLONI O MOSTRE COMPLETE DA ESPORRE - Con buone fotografie, con gli elaborati dei ragazzi e altro materiale è possibile allestire le mostre nei corridoi o nelle sale incontro delle scuole. Questi materiali possono poi rimanere ed essere esposti nei vari plessi. Le pareti delle nostre scuole sono uno strumento d’informazione e documentazione, anche nei confronti dei genitori chiamati agli incontri, alle udienze o ad altro. Ma anche tutti coloro che entrano nelle nostre scuole ne guardano le pareti. È bene che queste siano curate bene. Bei cartelloni sono spesso svalorizzati da un modo poco attento di esporli. Pensiamo a tutti quei cartelloni con piegature, orecchie varie, tagli o comunque rovinati. per contattare www.scuolacreativa.it
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