prendere appunti


LA PUBBLICITÀ ALLA BANCA LOCALE - Chi lavora nel mondo della scuola partecipa spesso a convegni o corsi d’aggiornamento. Immancabilmente nel momento dell’accoglienza-iscrizione-registrazione viene consegnata a tutti una cartellina. Analizziamola. Generalmente è un omaggio di qualche banca locale agli organizzatori dell’evento. Senza necessariamente coprire il marchio dello sponsor, sopra viene incollata un’etichetta con il titolo del convegno o del corso. Dentro la cartellina troviamo una penna a sfera con impressi i riferimenti della banca. Poi, con le stesse caratteristiche, troviamo alcuni fogli o un blocchetto di pagine per gli appunti. Infine, fotocopiati, il programma e (qualche volta) le sintesi dei vari interventi. Se tutti noi conservassimo tutte le cartelline raccolte nel corso di vari anni, ci troveremmo ad accumularne 50, 60, 100 o 150. A seconda della nostra età. Di norma, dopo un primo periodo di conservazione (dovuta al senso di colpa che ci assalirebbe se la buttassimo subito) ce ne sbarazziamo. Al massimo conserviamo, per un po’ di tempo, le fotocopie delle relazioni.

UN’ALTERNATIVA ALLE CARTELLINE PER ABITUARCI AD APPUNTARE - Da vari anni, come dirigente scolastico, ho cercato di suggerire un’alternativa alle cartelline. In occasione dei corsi d’aggiornamento ho suggerito un quaderno tascabile (10 cm x 15) con 80 pagine bianche, un vero e proprioquaderno di campagna. Il quaderno di campagna, quindi, come strumento per imparare ad appuntare, ma anche documentare. Quaderni come questi li hanno sempre usati anche gli scrittori e i poeti. Il loro essere piccoli ci permette di portarli sempre con noi. Nella seconda di copertina faccio stampare il programma del corso. Poi, dopo averlo usato per il corso, il quaderno lo possiamo sfruttare in tutte le occasioni in cui vogliamo appuntare una nostra memoria scritta. Lo possiamo utilizzare per le nostre attività personali, per prendere note, per ricordarci gli impegni, per fare schizzi o disegni. Io consiglio sempre di scrivere, all’inizio di ogni appunto, la data e il luogo (il cosiddetto toponimo) in cui ci troviamo nel momento in cui stiamo usando il quaderno. Suggerisco anche ai ragazzi di usare questo metodo: scrivere sempre le proprie osservazioni e tutto quello che di nuovo impariamo ogni giorno in un quadernetto, te nendolo in ordine, ma senza aver timore di sbagliare o di non saper disegnare. Quando sarà finito se ne potrà iniziare un altro. Questo vuol dire che stiamo crescendo nelle nostre conoscenze. Infine consiglio a tutti di conservarlo: sarà un buon compagno di vita.

 

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Gianfranco Zavalloni

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