la pedagogia della lumaca
per una scuola lenta e nonviolenta


a piedi, lentamente


A PIEDI, CAMMINANDO LENTAMENTE - Da più di un decennio, in Italia, c’è un’associazione che propone un modo nuovo (e nel contempo antico) di essere turisti. Quest’associazione si chiama “La Boscaglia” e propone “viaggi a piedi”. Il “camminare lenti” è il metodo di questi moderni turisti-pellegrini-nomadi-viandanti, che hanno scelto come slogan il motto di Alex Langer “lentius, profundis, suavis”, “più lenti, più profondi, più dolci”. Il vero scopo del viaggio non è quindi “arrivare”, ma “camminare”, non è la “meta”, ma il “percorso”, non è il “dove”, ma il “come”. Se chiediamo agli studenti delle nostre scuole qual è l’esperienza più significativa della “gita scolastica”, raramente ci sentiremo rispondere il luogo, la località, il museo visitato, la mostra vista. Le risposte che ci sentiamo dare sono tutte centrate sul clima della classe, la situazione, lo stare insieme con i compagni, il tempo passato insieme in modo diverso dalla solita routine scolastica.
Ènecessario riflettere su questo e far sì che la gita divenga sempre più un’occasione per vivere l’importanza delcammino e non dell’arrivo.Viene alla memoria il filmLa gita scolastica di Pupi Avati, dove una classe di quinta liceo, per premio, vince una gita a piedi, di più giorni, da Bologna a Firenze. Nel film nemmeno appare Firenze. Tutto è centrato sull’andare, sulla magia del cammino, sugl’imprevisti incontri, sulle relazioni fra i camminatori. Da qui la mia proposta alle scuole italiane, dalle scuole d’infanzia alle secondarie di II grado: la gita scolastica a piedi. Si parte da scuola: un buon paio di scarpe, una buona attrezzatura, uno zainetto o zaino, borraccia, cappellino, occhiali… poi via, alla scoperta di spazi, luoghi e incontri “talmente vicini” che spesso ci sfuggono a causa del dis-orientamento o del poco tempo che i mezzi di comunicazione troppo veloci (auto, telefono, Internet…) ci lasciano. Sono convinto che la gita scolastica, partendo da scuola e camminando a piedi, sia un’opportunità per i ragazzi e le ragazze delle classi, per conoscersi meglio, per rispettarsi maggiormente, per accettareil passo lento del più debole, per scoprire un mondo imprevisto a noi vicino, un modo vecchio e nuovo di “fare scuola”.

I SENTIERI CHE PARTONO DA SCUOLA E LE LORO RADICI -
Pochi anni fa gli insegnanti (Fabio Molari e Lorella Toni) della scuola primaria di Rontagnano (FC), una delle frazioni del comune in cui sono dirigente scolastico, hanno realizzato un’esperienza unica. Nel corso dell’anno scolastico hanno camminato molto e piano piano hanno trovato cinque sentieri. In ogni sentiero-spicchio del territorio, hanno individuato ricchezze caratteristiche: flora o fauna selvatica. Hanno poi aggiunto scritti, disegni e foto. Nel lavoro di ricerca, per ogni sentiero hanno ricostruito un racconto: vicende reali, di vita vissuta, raccontate dai diretti interessati dai parenti o studiate sui libri di storia. Con l’apporto finale di un amico, esperto illustratore, ne è nato un fascicolo composto di cinque mappe locali, un eccellente strumento in mano ai cittadini, viandanti o turisti. Altri vantaggi immediati della gita scolastica a piedi li possiamo subito constatare: abbattimento non indifferente di costi, riduzione d’inquinamento, minor consumo di un bene prezioso qual è il petrolio.

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Gianfranco Zavalloni

www.scuolacreativa.it

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